

Gerusalemme/al-Quds. Lunedì mattina, quattro israeliani sono stati uccisi e altri 15 sono rimasti feriti in un attacco a fuoco condotto da due combattenti della resistenza palestinese all’ingresso dell’insediamento di Ramot, nel nord della Gerusalemme occupata. L’attacco si è concluso con il martirio dei due combattenti.
Secondo i media israeliani, gli uomini armati sono saliti a bordo di un autobus e hanno aperto il fuoco sui passeggeri, causando diverse vittime sul posto.
Il servizio di emergenza israeliano “Magen David Adom” ha riferito che, tra i feriti, cinque erano in condizioni critiche, tre erano gravemente feriti e gli altri avevano riportato ferite lievi.
L’ospedale Shaare Zedek di Gerusalemme ha confermato di aver ricevuto sette feriti, tra cui uno in condizioni critiche, quattro in gravi condizioni e due con ferite moderate.
Le riprese video della scena hanno mostrato le conseguenze della sparatoria all’incrocio trafficato, mentre le ambulanze evacuavano i feriti sotto il massiccio dispiegamento delle forze israeliane. Fonti israeliane hanno suggerito che i due aggressori provenissero dal distretto di Ramallah, nella Cisgiordania occupata.
L’operazione ha suscitato reazioni immediate da parte delle fazioni della resistenza palestinese. Hamas lo ha descritto come una “risposta naturale ai crimini dell’occupazione e alla sua continua guerra di sterminio contro il popolo palestinese”, sottolineando che l’attacco porta un messaggio chiaro: “I piani dell’occupazione di conquistare la città di Gaza e profanare la moschea di Al-Aqsa non rimarranno impuniti”.
Il Movimento ha aggiunto che colpire nel cuore della Gerusalemme occupata riflette “la determinazione dei giovani palestinesi a perseguire la via della resistenza e a contrastare l’aggressione”.
Ha invitato i palestinesi di Cisgiordania e Gerusalemme a intensificare gli scontri con le forze di occupazione e i coloni.
Allo stesso modo, il Jihad Islamico ha salutato l’attacco come un “atto legittimo di fronte alla repressione, all’incitamento, agli sfollamenti forzati e alla distruzione sistematica dell’occupazione a Gaza, in Cisgiordania e nei territori del 1948”.
Il Movimento ha espresso cordoglio per i due combattenti, elogiandone “il coraggio e l’eroismo”, e ha esortato i palestinesi a intensificare la loro risposta ai crimini dell’occupazione, in mezzo al “persistente silenzio e complicità araba e internazionale”.
(Fonti: PIC e Quds News).
