
Ginevra. Euro-Med Human Rights Monitor ha lanciato un grave allarme in merito all’ultimo piano israeliano di confinare centinaia di migliaia di palestinesi di Gaza in una cosiddetta “zona umanitaria” sulle rovine di Rafah, definendolo un atto deliberato di sfollamento forzato e parte di una politica sistematica di genocidio.
L’organizzazione per i diritti umani con sede a Ginevra ha descritto il piano, annunciato dal ministro dell’Esercito israeliano Israel Katz, come un progetto per la creazione di un campo di concentramento chiuso sotto stretto controllo militare. Secondo Katz, fino a 600.000 palestinesi verrebbero trasferiti nella zona dopo controlli di sicurezza, dove i loro movimenti sarebbero fortemente limitati e l’uscita completamente vietata.
Euro-Med Monitor ha sottolineato che il piano viola i principi fondamentali del diritto internazionale umanitario, in particolare la Quarta Convenzione di Ginevra, che proibisce il trasferimento forzato di popolazione e la detenzione di massa arbitraria. “Questa non è una misura umanitaria”, ha affermato l’organizzazione. “Si tratta di una continuazione degli sforzi di Israele di lunga data per spopolare Gaza e rimodellare la sua composizione demografica attraverso mezzi coercitivi e violenti”, ha aggiunto.
Il gruppo ha osservato che il termine “zona umanitaria” è una deliberata manipolazione linguistica usata per mascherare una sistematica campagna di pulizia etnica.
Euro-Med Monitor ha evidenziato che i centri di assistenza gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation all’interno della zona designata sono già diventati trappole mortali. Dalla fine di maggio, almeno 758 palestinesi sono stati uccisi e oltre 5.000 feriti in quei centri o nelle loro vicinanze, minando qualsiasi pretesa di sicurezza o protezione.
Ha inoltre fatto riferimento ai rapporti della Reuters che denunciano gli sforzi israeliani per creare “aree di transito umanitario” all’interno e potenzialmente all’esterno di Gaza. Queste aree, presentate come rifugi temporanei, fanno parte di una strategia più ampia per normalizzare lo sfollamento dei palestinesi e infine cacciarli definitivamente da Gaza con falsi pretesti.
L’organizzazione ha sottolineato che lo sfollamento forzato è un crimine a sé stante secondo il diritto internazionale e che le attuali condizioni a Gaza rendono qualsiasi partenza “volontaria” legalmente invalida. “Fame, bombardamenti, detenzioni di massa e devastazione totale privano i civili del loro libero arbitrio. Non c’è nulla di volontario nel fuggire in tali condizioni”, ha affermato Euro-Med.
L’organizzazione per i diritti umani ha invitato gli Stati con giurisdizione universale ad avviare immediatamente indagini penali contro coloro che sono coinvolti nell’attuazione di questo piano, inclusi i funzionari della Gaza Humanitarian Foundation e le società di sicurezza private affiliate. Ha inoltre esortato la Corte Penale Internazionale ad accelerare i mandati di arresto per i leader politici e militari israeliani complici di crimini contro l’umanità.
Infine, l’organizzazione ha chiesto a tutti gli Stati di adottare misure urgenti e concrete per porre fine al genocidio in corso a Gaza. Queste includono embarghi sulle armi, sanzioni, congelamento dei beni dei funzionari coinvolti e l’obbligo per i responsabili di risponderne dinnanzi a tribunali nazionali e internazionali. “Questo non è un aiuto umanitario. È la cancellazione organizzata di un intero popolo”, ha sottolineato Euro-Med.
Traduzione per InfoPal di F.L.
