
Gaza – PIC. Non ci sono farmaci a Gaza. Questa non è un’allerta di qualcosa che sta per accadere, né la descrizione di una realtà temuta per il futuro: è il presente, vissuto quotidianamente dai pazienti di Gaza, che ne sopportano il dolore mentre la morte si avvicina senza pietà, in mezzo a quasi due anni di genocidio in corso.
Né le cliniche governative, né quelle gestite dall’UNRWA, né le farmacie private e i depositi di medicinali hanno farmaci essenziali, antidolorifici, antibiotici o persino medicinali per malattie croniche come ipertensione e diabete.
Gli scaffali delle farmacie sono vuoti, i magazzini esauriti, e il paziente resta a vagare in una ricerca estenuante di medicine, solo per tornare a mani vuote, con più dolore e senza sapere cosa fare, sotto un soffocante blocco imposto a Gaza che non risparmia nemmeno l’ingresso di medicinali e forniture mediche.
Medicine mancanti.
Il paziente Abu Muhannad, affetto da ipertensione e diabete, ha bisogno di farmaci specifici per le sue condizioni croniche. Anche prima della guerra, la sua fragile salute non gli permetteva di assumere i medicinali distribuiti dall’UNRWA o dalle cliniche governative, quindi si affidava alle farmacie private.
Con lo scoppio della guerra, la scarsità di medicine e il rincaro dei prezzi, è stato costretto a passare ai limitati farmaci forniti dall’UNRWA, assumendoli sotto il motto “il male minore”. Ma oggi, con l’inasprirsi del blocco e il rifiuto di Israele di consentire l’ingresso di medicine e forniture mediche, quei farmaci sono completamente scomparsi. Non riesce più a trovare i suoi medicinali da nessuna parte, un grave pericolo per la sua vita.
“L’occupazione è confusa su come uccidere il popolo di Gaza. Coloro che non muoiono per missili, granate, bombe, proiettili o fame moriranno per mancanza di medicine e cure”, racconta Abu Muhannad, la cui condizione è diventata critica. Teme che la mancanza dei farmaci per le sue malattie croniche peggiori ulteriormente la sua salute e lo porti alla morte.
Desertificazione medica.
“Gaza è entrata in uno stato di desertificazione medica”, ha dichiarato il farmacista e scrittore palestinese dott. Zufikar Suerjo, spiegando in dichiarazioni ai media e su Facebook che oltre il 90% delle medicine sono assenti dalle farmacie di Gaza. Ha aggiunto che, sebbene i farmacisti sappiano come gestire molti casi clinici, sono impotenti senza i trattamenti disponibili.
Ha sottolineato che le farmacie di Gaza sono sull’orlo della chiusura, quasi vuote di forniture. I pazienti non riescono a trovare nemmeno i bisogni più semplici: niente antidolorifici, niente antibiotici, niente medicinali per pressione sanguigna, diabete o disturbi tiroidei.
L’assenza di cure, ha avvertito, significa che le ferite possono evolvere in gravi complicazioni che potrebbero costare vite umane, soprattutto nel contesto del collasso del sistema sanitario e dell’incapacità dei centri governativi di gestire anche solo una parte del carico dei pazienti.
Suerjo ha sottolineato che Gaza si sta avviando verso una situazione davvero catastrofica se continuerà l’assenza di medicine e supporto medico.
Cifre allarmanti e avvertimenti crescenti.
Il dott. Munir al-Bursh, Direttore Generale del ministero della Salute di Gaza, ha dichiarato ad Al Jazeera a metà agosto che il 52% dei farmaci per malattie croniche è a scorte zero.
Secondo dati ufficiali, il 47% delle medicine essenziali a Gaza non è disponibile; il 54% dei farmaci oncologici e di ematologia è esaurito; il 47% dei medicinali salvavita è mancante; e il 42% dei vaccini di base è terminato.
L’Organizzazione Mondiale della Salute ha riferito che le proprie forniture a Gaza avevano anch’esse raggiunto lo zero per quasi il 60% delle attrezzature mediche, il 40% delle medicine essenziali e il 40% dei vaccini.
L’UNRWA ha avvertito in un rapporto di metà agosto che la mancanza di medicine, carburante e forniture essenziali per il controllo delle infezioni avrà conseguenze disastrose sull’assistenza ai pazienti.
Ha confermato che i pazienti con malattie croniche, tra cui diabete, ipertensione e cardiopatie, non riescono a ottenere i farmaci prescritti a causa delle scorte esaurite, una situazione con gravi ripercussioni sulla salute.
Secondo il direttore del dipartimento sanitario dell’UNRWA, il prolungato blocco degli aiuti e delle forniture ha causato una grave carenza di medicine salvavita come l’insulina per i diabetici di tipo 1.
L’UNRWA ha inoltre avvertito che senza adeguate forniture mediche, la risposta sanitaria primaria sarà paralizzata, lasciando migliaia di pazienti con malattie croniche o infettive senza supporto vitale e aumentando il rischio di una diffusa crisi sanitaria pubblica.
Oggi, a Gaza, non si trova nemmeno una singola pillola. Il blocco imposto al settore sanitario e il divieto di ingresso delle medicine si presentano come un altro volto del genocidio in corso a Gaza, uno dei tanti metodi di sterminio che Israele continua a ideare nel suo sforzo incessante di cancellare ogni traccia di vita a Gaza.
Traduzione per InfoPal di F.L.
