
Washington –Quds News. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che Israele “presiederà” i centri di distribuzione degli aiuti a Gaza, suggerendo che gli Stati Uniti non sono pronti a sostenere la ripresa della distribuzione degli aiuti attraverso le Nazioni Unite e i loro partner sul campo.
Parlando martedì ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, ha affermato: “Sono state rubate molte cose. Mandano denaro. Mandano cibo. E Hamas li ruba”.
Trump ha aggiunto: “Collaboreremo con Israele. Pensiamo che possano gestire bene la situazione. Vogliono sovrintendere ai centri alimentari per garantire che la distribuzione avvenga correttamente”.
Israele ha accusato Hamas di sottrarre gli aiuti destinati ai civili. Hamas respinge l’accusa, sostenendo che diversi suoi membri sono stati uccisi mentre cercavano di proteggere i camion dai saccheggiatori armati, protetti e sostenuti dalle forze israeliane.
Un’analisi condotta dall’USAID questo mese non ha trovato prove di furti sistematici da parte di Hamas degli aiuti umanitari finanziati dagli Stati Uniti destinati alla Striscia di Gaza.
Completata a fine giugno, l’analisi ha esaminato 156 episodi di furto o perdita di forniture statunitensi segnalati da organizzazioni partner tra ottobre 2023 e maggio 2024.
Non è emersa alcuna indicazione che Hamas abbia beneficiato degli aiuti. Al contrario, l’analisi ha rilevato che almeno 44 dei 156 casi di furto o smarrimento erano “direttamente o indirettamente” riconducibili ad azioni militari israeliane.
Perfino alcuni funzionari israeliani, in forma anonima, hanno ammesso a testate come il New York Times che non esistono prove del fatto che il cibo venga dirottato verso Hamas. L’accusa è stata smentita anche da organizzazioni umanitarie e funzionari delle Nazioni Unite.
Non è chiaro dove e quando saranno allestiti questi centri, né se Israele li gestirà direttamente o tramite la Gaza Humanitarian Foundation (GHF), un’organizzazione controversa sostenuta da Stati Uniti e Israele, creata per aggirare la rete di distribuzione degli aiuti dell’ONU a Gaza.
Le uccisioni di massa nei pressi e all’interno dei centri di distribuzione della GHF sono ormai una tragica realtà quotidiana: scene caotiche in cui i palestinesi, disperati, hanno solo pochi istanti per accedere al cibo, finendo sotto il fuoco delle forze israeliane e di mercenari americani.
I palestinesi di Gaza e le Nazioni Unite descrivono questi centri come “trappole mortali di massa” e “macelli”.
Secondo i critici, affidare la gestione degli aiuti alimentari alle forze israeliane rischia di aggravare ulteriormente le atrocità contro chi cerca aiuto.
L’Integrated Food Security Phase Classification (IPC) ha lanciato martedì un allarme: a Gaza si sta concretizzando lo “scenario peggiore di carestia”, poiché Israele continua a bloccare l’ingresso degli aiuti da circa cinque mesi.
Trump ha ammesso lunedì che a Gaza c’è una “vera fame”, facendo riferimento ai bambini emaciati: “A giudicare dalla televisione, direi che sì, quei bambini sembrano molto affamati. Ma stiamo fornendo molti soldi e cibo, e anche altri Paesi stanno intervenendo”.
