Un disegno di legge che potrebbe incarcerare gli statunitensi per Israele: cos’è l’H.R. 867?

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Washington – Quds News. La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti è pronta a votare il disegno di legge H.R. 867, noto come IGO Anti-Boycott Act. Se approvato, questo disegno di legge renderebbe un reato federale per gli statunitensi partecipare ai boicottaggi dello stato di occupazione di Israele, comprese le colonie israeliane, promossi da organizzazioni internazionali.

Il disegno di legge imporrebbe sanzioni, tra cui multe fino a 1 milione di dollari e pene detentive fino a 20 anni, per coloro che sono ritenuti colpevoli di sostenere tali boicottaggi. La legge, formulata come parte di un più ampio sforzo per combattere l'”antisemitismo”, è un attacco diretto al diritto degli statunitensi di protestare ed esprimere il proprio dissenso.

Cos’è l’H.R. 867?

L’H.R. 867 amplia una legge esistente, nota come Anti-Boycott Act, istituita negli anni ’70. La legge originale proibiva ai cittadini statunitensi di aderire ai boicottaggi imposti da governi stranieri, prendendo specificamente di mira i boicottaggi contro Israele. Tuttavia, il nuovo disegno di legge fa un ulteriore passo avanti, colpendo i boicottaggi promossi non solo da governi stranieri, ma anche da organizzazioni governative internazionali (OIG) come le Nazioni Unite e l’Unione Europea.

In base a questo nuovo disegno di legge, gli statunitensi potrebbero incorrere in gravi sanzioni per il boicottaggio volontario di beni, servizi o colonie israeliane nei territori palestinesi occupati. Ad esempio, se un individuo sceglie di seguire una linea guida dell’UE che scoraggia le attività commerciali con le colonie israeliane in Cisgiordania, potrebbe essere perseguito ai sensi di questa legge, anche se il boicottaggio si basa su convinzioni personali, opinioni politiche o sostegno al diritto internazionale.

Penalizzare la libertà di parola e il dissenso.

I sostenitori del disegno di legge affermano che si tratta di una misura necessaria per combattere l'”antisemitismo”. Sostengono che i boicottaggi contro Israele siano radicati nell’odio contro il popolo ebraico, nonostante l’opposizione a Israele e ai suoi crimini sia in aumento tra gli ebrei statunitensi. Tuttavia, gli oppositori lo considerano un pericoloso tentativo di soffocare la libertà di parola e criminalizzare il dissenso politico.

Questo disegno di legge è particolarmente preoccupante per coloro che lo vedono come uno strumento per reprimere l’attivismo filo-palestinese e contro il genocidio. Gli Stati Uniti forniscono da tempo miliardi di dollari in aiuti a Israele e molti statunitensi sono sempre più preoccupati per la mancanza di responsabilità per i crimini israeliani a Gaza e in Cisgiordania.

Per anni, i contribuenti statunitensi hanno contribuito con oltre 23 miliardi di dollari a Israele, soprattutto dopo l’escalation del genocidio di Gaza. I critici del disegno di legge sostengono che gli Stati Uniti stiano convogliando il denaro dei contribuenti in un genocidio a cui molti statunitensi si oppongono, limitando al contempo la possibilità dei cittadini di denunciare le violazioni del diritto internazionale.

Un modello crescente di censura.

Questo disegno di legge arriva in un momento in cui la libertà di parola negli Stati Uniti è sempre più minacciata. Sotto la presidenza di Donald Trump, il governo ha adottato misure per fare pressione su università e istituzioni affinché reprimano la retorica anti-israeliana. L’amministrazione Trump ha persino avvertito le università che avrebbero potuto perdere i finanziamenti federali se avessero permesso alle organizzazioni studentesche o ai docenti di criticare le politiche israeliane. Secondo i critici, questo non significava combattere l’antisemitismo, ma mettere a tacere l’opposizione alle politiche israeliane, comprese quelle che riguardano il trattamento dei palestinesi nativi.

Con la legge H.R. 867, gli statunitensi potrebbero presto affrontare conseguenze ancora più gravi se esprimessero opposizione a Israele, in particolare su questioni come l’espansione delle colonie statunitensi in Cisgiordania. Il disegno di legge non si limita a vietare i boicottaggi forzati; punisce anche coloro che scelgono di boicottare in base alle proprie convinzioni personali, compresi coloro che si oppongono al trattamento riservato da Israele ai palestinesi nativi.

Cosa significa questo per gli statunitensi?

Se approvata, la legge H.R. 867 conferirebbe al governo ampi poteri per perseguire penalmente i cittadini statunitensi che partecipano a boicottaggi pacifici di Israele, anche quando tali azioni sono in linea con il diritto internazionale. Chi ritiene che le colonie in Cisgiordania violino il diritto internazionale, o chi sente l’obbligo morale di sostenere i diritti dei palestinesi, potrebbe incorrere in accuse penali semplicemente per aver esercitato il proprio diritto di protesta.

Questo disegno di legge rappresenta una tendenza più ampia, in cui interessi politici e aziendali si fondono per limitare le libertà individuali in nome della cooperazione internazionale. I sostenitori affermano che si tratti di proteggere Israele e combattere l’antisemitismo, ma i critici lo vedono come una repressione dei principi democratici e del diritto al dissenso.

La legge colpirebbe anche i cittadini statunitensi che scelgono di boicottare beni o servizi israeliani a causa della loro posizione politica o morale. Tra questi rientrano anche coloro che partecipano a movimenti globali come il BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni), che chiede pressioni internazionali su Israele affinché ponga fine all’occupazione dei territori palestinesi.

L’approvazione della legge H.R. 867 segnerebbe probabilmente un cambiamento significativo nel rapporto tra il governo degli Stati Uniti e il diritto dei suoi cittadini alla libertà di espressione. Molti sono già preoccupati per le implicazioni di questo disegno di legge sui futuri movimenti di protesta, soprattutto quelli incentrati sulla giustizia sociale e sui diritti umani.

Per molti, il disegno di legge non riguarda solo Israele; riguarda il diritto di contestare lo status quo. Riguarda la possibilità per gli statunitensi di continuare a denunciare le ingiustizie senza incorrere in accuse penali. Riguarda la possibilità per loro di sostenere gli appelli internazionali al boicottaggio o alle campagne di disinvestimento senza rischiare una pena detentiva o pesanti multe.

Mentre gli Stati Uniti continuano a versare miliardi di dollari dei contribuenti in Israele, sta diventando chiaro che a molti statunitensi viene chiesto di sostenere una politica estera con cui non sono d’accordo, mentre le loro libertà fondamentali sono a rischio. Che la legge H.R. 867 venga approvata o meno, rappresenta un pericoloso precedente per il futuro della libertà di parola e dell’attivismo politico negli Stati Uniti.

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