Un funzionario yemenita avverte che solo un linguaggio violento può porre fine ai crimini israeliani a Gaza

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Sana’a – Press TV. Un alto funzionario yemenita afferma che l’uso della forza è l’unico metodo praticabile per scoraggiare l’aggressione israeliana contro i palestinesi a Gaza, sottolineando che il regime israeliano comprende solo il linguaggio della forza.

“Gli incessanti attacchi alla Striscia di Gaza possono essere fermati solo esercitando una pressione militare sul regime sionista, poiché esso risponde solo alla forza”, ha dichiarato sabato il vice-Ministro dell’Informazione dello Yemen, Nasruddin Amer.

Ha aggiunto: “Per grazia di Dio, le Forze Armate yemenite impiegheranno tutta la loro forza per ampliare la portata del conflitto e intensificare la pressione sul fronte interno del regime occupante. Possiamo così porre fine alle sofferenze e alla difficile situazione del popolo oppresso di Gaza”.

L’esercito yemenita si è assunto la responsabilità, giovedì, sera di aver lanciato un nuovo attacco con “missili balistici ipersonici” contro la parte centrale dei territori occupati da Israele, affermando che era diretto all’aeroporto Ben Gurion.

Il portavoce militare yemenita, il generale di brigata Yahya Saree, ha affermato in una dichiarazione trasmessa dal canale televisivo Al-Masirah che la nazione araba continuerà i suoi attacchi “finché l’aggressione israeliana a Gaza non cesserà e il blocco non sarà revocato”.

“Continueremo a vietare il traffico aereo israeliano da e per l’aeroporto Ben Gurion”, ha aggiunto Saree.

Con l’intensificarsi della guerra genocida a Gaza, gli yemeniti hanno imposto un blocco strategico sulle rotte marittime essenziali, per ostacolare la consegna di rifornimenti militari a Israele e sollecitare la comunità internazionale ad agire in merito all’emergenza umanitaria in corso a Gaza.

Le forze armate yemenite hanno dichiarato che non fermeranno i loro attacchi finché Israele non cesserà le sue offensive terrestri e aeree a Gaza, dove sono stati uccisi oltre 54 mila palestinesi, la maggior parte dei quali donne e bambini.

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