Gaza – Press TV. L’Ufficio governativo per i media della Striscia di Gaza ha dichiarato che le forze israeliane hanno ucciso più di duemila civili nella parte settentrionale del territorio assediato, dopo che il regime di occupazione ha lanciato una campagna di sterminio e pulizia etnica su larga scala, 38 giorni fa.
Ismail al-Thawabta, capo dell’Ufficio stampa del governo di Gaza, ha rilasciato tali osservazioni martedì, aggiungendo che la maggior parte delle persone uccise nell’aggressione israeliana in corso sono bambini, donne e anziani.
Ha inoltre denunciato le azioni israeliane come una campagna di sterminio di massa contro i palestinesi di Gaza, in particolare nel nord, chiedendo alla comunità internazionale di intervenire prontamente e fermare la guerra genocida di Israele sul territorio bloccato.
Thawabta ha inoltre ritenuto Stati Uniti, Regno Unito e diversi Paesi europei responsabili delle violenze in corso a Gaza, accusandoli di complicità in politiche di “fame e genocidio”.
Ha inoltre accusato Israele di distribuire “false mappe” che mostrano “zone sicure” ampliate per i civili a Gaza, affermando che queste aree sono spesso bersagliate da bombe e missili, con conseguenti vittime civili.
A ottobre, il regime israeliano ha lanciato una campagna di sterminio e pulizia etnica su larga scala nel nord di Gaza, costringendo migliaia di persone ad evacuare, compresi i medici.
Da allora, nessun carico di cibo è entrato nel nord di Gaza, poiché il regime israeliano continua ad usare la fame contro il popolo palestinese per costringerlo ad andarsene.
I giornalisti sul campo nel nord di Gaza, compresa Jabalia, hanno riferito di carri armati israeliani che si avvicinano alle aree civili, dell’intensificarsi dei bombardamenti d’artiglieria e di quadcopteri che controllano i movimenti delle persone che corrono in cerca di riparo.
Secondo quanto riportato dal nord di Gaza, le forze israeliane hanno bruciato scuole e attaccato ospedali e personale medico. Hanno ucciso decine di persone e costretto decine di migliaia di civili a fuggire dalle loro case.
L’Ufficio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR) ha già avvertito che donne e bambini rappresentano quasi il 70% delle persone uccise nella Striscia di Gaza durante la campagna di genocidio di Israele nel territorio palestinese assediato.
Traduzione per InfoPal di F.H.L.
